Oro E Greggio Mantengono I Trader Ai Margini Del Mercato
Inviato April 27, 2015 11:53 (GMT)
Da Analista FX Empire - Barry Norman
Oro E Greggio Mantengono I Trader Ai Margini Del Mercato

Oro E Greggio Mantengono I Trader Ai Margini Del Mercato

Dopo aver postato un forte calo nella sessione di venerdì, lunedì il mercato aurifero rimbalza nuovamente guadagnando 7.40$ ed é scambiato a 1.182,40$. L’argento segue le orme dell’oro guadagnando 158 punti ed é negoziato a 15.83$, ben al di sotto del suo range medio di trading dei 16,00$, scenario che mostra l’attuale debolezza dei metalli preziosi e di quelli industriali. Il platino rimane invariato a 1.124,45$. Detto questo, ricordiamo come la scorsa settimana i prezzi del metallo giallo nel mercato internazionale abbiano postato un forte calo per attestarsi su quota 1.179$, chiudendo in ribasso per la terza settimana consecutiva con un calo del 2%. Il lingotto perde il suo fascino come investimento sicuro poiché le azioni statunitensi postano forti rincari. Giovedì, l’indice Nasdaq Composite posta i massimi storici sulla scia di un incremento delle forniture tecnologiche e sanitarie.

La scorsa settimana il dollaro statunitense chiude in ribasso postando un calo approssimativo dello 0,6% per attestarsi su quota 96.9, tuttavia, lunedì mattina recupera qualche punto per poi postare i massimi a 98.45 nella sessione di martedì prima di invertire la sua rotta a seguito del rilascio del rapporto sui beni durevoli. Anche gli altri metalli preziosi chiudono la settimana in ribasso. L’argento perde il 3,3% ed è scambiato a 15,73$, mentre il platino posta un calo del 4% ed è negoziato a 1124,2$. La domanda del metallo giallo in occasione dell’Akshaya Tritaya non ha portato ad un aumento dei tassi dell’oro poiché l’offerta era sufficiente.

Detto questo, ci sembra opportuno segnalare come la ripresa economica degli Stati Uniti inizi a mostrare segni di rallentamento e come i dati relativi alla produzione industriale e alle vendite delle nuove case abbiano mostrato numeri piuttosto deludenti mentre il dollaro inizia a perdere terreno e le scorte aumentano senza sosta, scenario che non favorisce di certo il mercato aurifero. A tale  proposito ricordiamo come la scorsa settimana i prezzi del prezioso abbiano rotto al di sotto del supporto chiave situato tra i 1.175$ e i 1.180$, pertanto, consigliamo agli investitori di rimanere vigili. Alla luce di quanto appena detto, non escludiamo la possibilità di assistere ad un ulteriore ribasso del metallo giallo, ribasso che potrebbe proiettare il prezioso verso la maniglia dei 1.157$ aprendo così le porte a quella dei 1.142$.

Molto dipenderà dal tono che utilizzerà il FOMC durante le dichiarazioni di mercoledì, giorno in cui verranno anche rilasciati i numeri del PIL degli Stati Uniti, mostrando una stima preliminare per il trimestre di giugno. A seguito del debole rapporto sui beni durevoli, rilasciato la scorsa settimana, gli economisti prevedono che la crescita del PIL relativa al primo trimestre si attesti su quota 1.1, ma non escludono la possibilità di assistere anche a numeri inferiori.

I commercianti continuano a seguire attentamente le trattative tra la Grecia e i suoi creditori. Ricordiamo come nella riunione di venerdì, la Grecia e i ministri delle finanze dell’eurozona non abbiano raggiunto nessun accordo e come, nella giornata di sabato, il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, abbia dichiarato che Berlino si stava preparando ad un possibile defaul della Grecia, scenario che potrebbe creare forti increspature nei mercati globali incrementando la domanda di metallo giallo, da sempre considerato come un porto sicuro in caso di crisi.

Stando a quanto dichiarato dagli speculatori, i prezzi del greggio sono stati supportati dal rapporto rilasciato venerdì da Baker Hugs, rapporto che ha mostrato un calo di 31 impianti petroliferi statunitensi. A tale proposito ci sembra opportuno segnalare come i suddetti impianti abbiano raggiunto le 703 unità contro le 1534 unità dello scorso anno. Gli investitori sperano che un rallentamento della produzione statunitense possa alleviare l’eccesso globale dell’offerta, eccesso che da giugno a gennaio, ha causato un calo di oltre il 50% dei prezzi del greggio.

Per quanto riguarda i mercati delle materie prime, lunedì anche il greggio si muove in ribasso. Il WTI posta un calo di 18 centesimi ed è scambiato a 56,97$mentre il Brent perde 15 centesimi per attestarsi su quota 65.25$. Entrambi i combustibili rimangono nettamente al di sopra del range medio di trading di aprile. Stando a quanto dichiarato da Sanjeev Gupta,  responsabile dell’esercizio di greggio e di gas naturale in Asia e nel Pacifico nella società di consulenze EY,  i prezzi del greggio continuano a ricevere un significativo supporto dal conflitto insorto nello Yemen. Domenica un raid aereo dell’Arabia Saudita ha colpito il palazzo presidenziale di Sanaa, capitale dello Yemen,  i conflitti tra le tribù sunnite e i combattenti fedeli al presidente Abedrabbo Mansour Hadi si sono estesi anche in una provincia limitrofe.

 

Posted by bordingr at 28 Apr, 2015 8:18 AM Categoria: Notizie oro
Tags: