Altro che bene rifugio, nel nuovo mercato le cui regole canoniche sono state sovvertite adesso l’oro sembra anche più rischioso dell’azionario. A dichiararlo è Jeff Reevessecondo cui l’attuale vento a favore del metallo giallo è in realtà un trend che non ha forza. 

L'antefatto

Dopo aver toccato il fondo a circa 1074 dollari l'oncia nel mese di luglio, abbiamo assistito a una risalita fino a toccare la soglia di 1,100dollari ovvero un +6%, risultato che, se paragonato con quello strappato dall’azionario nello stesso periodo suona anche bene dal momento che in questo secondo caso si deve invece fare i conti con una perdita su Wall Street che ha toccato il -8%. con un agosto che per il Dow Jones è stato il peggiore dal 1998.

Ovviamente il vantaggio dell’oro è ancora maggiore se si paragona la sua performance a quella dei listini cinesi su un agosto che ha segnato un calo del 12,5% viste le enormi turbolenze di cui la Cina è stata vittima e lo è tutt’ora. 

Una debolezza che impatta direttamente sulla scelta della Fed di rialzare i tassi di interesse su settembre, scelta che verrà svelata solo durante la prossima riunione della banca centrale statunitense prevista tra 15 giorni, ancora di più se il report sul lavoro di venerdì dovesse essere sotto le attese. 

Senza contare che l’India, con l’arrivo della stagione dei matrimoni, vedrà aumentare la sua richiesta di gioielli e oro.

La realtà delle cose

Peccato che Reeves smonti ogni entusiasmo chiamando in causa nuovamente Pechino e la sua volatilità, segno inequivocabile di un problema molto più profondo e complesso. E il crollo della domanda sul fronte cinese, primo importatore e consumatore al mondo può essere sufficiente per stroncare ogni prospettiva di rialzo sul lungo periodo. 

Inoltre l’oro è un investimento che protegge contro l’inflazione, mentre il male che affligge l’economia mondiale, oggi si chiama deflazione, ovvero il suo contrario. 

Per quanto riguarda la domanda, infine, Reeves ricorda che nel secondo trimestre, questa è scesa del 12% in tutto il mondo toccando a luglio il livello più basso dal 2009.