Oro vicino al minimo di 4 settimane, timori per l’aumento dei tassi USA

Materie prime & Futures 10.09.2015 09:46

© Reuters. Futures dell’oro vicino al minimo di 4 settimane tra i timori per l’aumento dei tassi da parte della Fed© Reuters. Futures dell’oro vicino al minimo di 4 settimane tra i timori per l’aumento dei tassi da parte della Fed


Investing.com - I futures dell’oro restano vicini al minimo di quattro settimane questo giovedì, nei timori che la Federal Reserve possa decidere di alzare i tassi durante il vertice del 16 e 17 settembre.

Sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange, l’oro con consegna a dicembre sale di 4,30 dollari, o dello 0,39%, a 1.106,30 dollari l’oncia troy negli scambi della mattinata europea.

Ieri l’oro è crollato a 1.100,10 dollari, un livello che non si registrava dall’11 agosto dopo i dati che hanno rivelato che il numero delle posizioni lavorative aperte negli USA è salito al massimo storico a luglio.

Il report ha alimentato l’ottimismo per lo stato di salute del mercato del lavoro e fa sperare in un aumento dei tassi questo mese. La tempistica dell’aumento dei tassi da parte della Fed negli ultimi mesi è stata costantemente sotto i riflettori.

L’oro è sceso al minimo di cinque anni e mezzo di 1.072,30 dollari il 24 luglio tra le speculazioni che la Fed possa alzare i tassi di interesse a settembre per la prima volta dal 2006.

La possibilità di un aumento anticipato dei tassi di interesse è ribassista per l’oro, dal momento che il metallo prezioso fatica a tenere il passo con gli investimenti ad alto rendimento quando i tassi vengono alzati.

Il rame con consegna a dicembre sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange sale di 1,9 centesimi, o dello 0,77%, a 2,456 dollari la libbra, non lontano dal massimo di sette settimane segnato ieri.

I guadagni del rame hanno seguito i dati deludenti sull’inflazione in Cina che hanno rafforzato le aspettative che Pechino debba adottare nuove misure di stimolo per sostenere la seconda economia mondiale.

I dati governativi rilasciati stamane hanno rivelato che i prezzi alla produzione in Cina sono crollati del 5,9%, molto più del previsto, ad agosto, segnando un calo per 42 mesi consecutivi; si tratta della lettura peggiore dall’ottobre del 2009.

I prezzi al consumo sono saliti del 2,0% il mese scorso, al di sopra dell’1,8% previsto ed in salita dall’1,6% di luglio. L’inflazione dei prodotti non alimentari è rimasta all’1,1%, invariata rispetto al mese precedente.

I dati deludenti hanno alimentato le speculazioni che i legislatori di Pechino dovranno introdurre ulteriori stimoli per incoraggiare la crescita.

I dati commerciali pubblicati martedì hanno indicato che le importazioni cinesi sono crollate più del previsto ad agosto, scendendo per il decimo mese consecutivo. Un calo della domanda nazionale indica che la ripresa economica resta debole e che potrebbe necessitare di ulteriori stimoli da parte del governo.

Col 40% della richiesta globale di rame lo scorso anno, la nazione asiatica è considerata il principale consumatore mondiale del metallo rosso.

Posted by bordingr at 10 Sep, 2015 11:00 AM Categoria: Notizie oro
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