Greggio Ed Oro Postano Nuovi Minimi
Settembre 10, 2015 08:57 (GMT)
By Analista FX Empire - Barry Norman

Questa mattina il greggio si muove nuovamente in ribasso nella sessione asiatica ampliando le perdite di mercoledì e restituendo i guadagni registrati ad inizio settimana. Il greggio WTI é negoziato a 44.06$ mentre il Brent si attesta su quota 47,40$, lo spread tra i due combustibile si restringe nuovamente stabilizzandosi al di sotto dei 3,50$. Ricordiamo come, mercoledì, i prezzi del greggio WTI abbiano rotto al di sotto dei 45$ dopo che l'Energy Information Administration ha riisto al ribasso le sue previsioni per i prezzi del greggio relative a quest'anno e al prossimo.

Oggi, l'EIA rilascerà il suo rapporto d'inventario. Tale rapporto che verrà rilasciato con un giorno di ritardo a causa della Festa dei Lavoratori celebrata lunedì. Stando ad un sondaggio effettuato da Bloomberg News, per la settimana terminata il 4 settembre, gli analisti prevedono un incremento delle scorte di greggio commerciale di 250.000 barili.

Detto questo, ci sembra opportuno ricordare come mercoledì l'EIA abbia dichiarato che, nella seconda parte del 2016, potremmo assistere ad un calo della produzione di greggio statunitense dettato dal ribasso dei prezzi. Tuttavia, verso la fine dell'anno la produzione potrebbe aumentare nuovamente sulla scia del tanto atteso rincaro dei prezzi. L'odierno rapporto dovrebbe mostrare, per il mese di agosto, un calo di 140,000 barili giornalieri della produzione di greggio rispetto al mese di luglio. il governo ha abbassato le sue previsioni relative alla produzione del 2015 a 9,2 milioni di barili giornalieri, 100,000 barili al di sotto delle stime riportate il mese scorso. Ciononostante, la produzione di greggio degli Stati Uniti rimarrebbe comunque a livelli record, i massimi dal 1972.

Detto questo, l'EIA ha mostrato come, l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio sia pronta a riempire il vuoto dettato da un possibile taglio della produzione degli Stati Uniti e di altre nazioni. L'EIA ha rivisto al rialzo le sue stime sulla produzione Opec, mantenendo praticamente invariate quelle relative alla produzione mondiale per il 2016. Tale scenario, mostra come la lunga battaglia per accaparrarsi i clienti di fronte al ribasso dei prezzi del greggio non sia ancora terminata.

Giovedì mattina i prezzi del greggio si muovono leggermente in ribasso poiché la contrazione degli ordini di macchinari giapponesi ha incrementato le preoccupazioni che vedono i deboli livelli di investimento erodere la già lenta crescita asiatica. Tuttavia, i prezzi rimangno stabili nel primo pomeriggio e calano in prossimità della chiusura giornaliera.  Le recenti oscillazioni sono state dettate dalle speculazioni che vedono produttori e consumatori rispondere al forte ribasso dei prezzi che, dallo scorso hanno, ha postato un calo di oltre il 50%. Un broker sostinene che tale scenario richiederà la prova tangibile di una restrizione del mercato ad ogni rally.

Negli ultimi mesi l'attenzione dei trader é interamente rivolta alla Cina poiché le preoccupazioni di un rallentamento della seconda economia mondiale si ripercuotono sui mercati del greggio e delle altre materie prime. Tuttavia, nelle prime ore di mercoledì i mercati hanno ricevuto una spinta dalle dichiarazioni rilasciate dal ministrero delle finanze cinesi che ha espresso l'intensione di voler adottare una politica fiscale "più forte" al fine di stimolare la crescita economica come, per esempio, l'erogazioni di fondi maggiori per i progetti infrastrutturali e di tagli fiscali per le piccole imprese.

Sempre nella sessione di mercoledì, anche l'oro si muove in ribasso in prossimità della chiusura giornaliera stabilizzandosi leggermente al di sopra dei 1100$. Tuttavia, questa mattina guadagna 4.10$ raggiungendo quota 1106,10$. L'argento posta un rincaro di 4 punti ed é scambiato a 14,58$ mentre il platino rompe al di sotto dei 1000$ ed é negoziato a 983,60$.

L'acquisto di metallo giallo in India potrebbe diminuire dopo che il governo ha approvato un programma per sfruttare le risorse interne nel tentativo di ridurre le importazioni. Mercoledì, il gabinetto del primo ministro Modi, ha approvato un programma di monetizzazione dell'oro e la vendita di titoli di stato della Federal Reserve in India. Il paese rivaleggia con la Cina come principale consumatore mondiale del metallo.

Stando a quando dichiarato da AW: "I venditori hanno la possibilità di liberarsi di una maggior quantità di future dell'oro sulla scia delle notizie che vedono l'India ridurre le importazioni di metallo gialo attraverso la monetizzazione dell'oro in attività finanziare".

Stando a quanto mostrato da Bloomberg, negli ultimi tre giorni le partecipazioni nei fondi di investimenti negoziati in oro sono diminuite postando i minimi settimanali nella sessione di martedì. Giovedì il metallo giallo rimane in prossimità dei minimi delle ultime quattro settimane mantenendo le perdite che, durante la notte, hanno registrato il più grande calo degli ultimi due mesi. Tale ribasso é stato dettato da un incremento dei titoli azionari e dall'incertezza sulla tempistica dell'innalzamento dei tassi di interesse da parte della Fed.

Il dollaro statunitense si muove in rialzo sulla scia di un rally delle azioni globali che ha contribuito a rassicurare gli investitori in previsione di un possibile stimolo economico da parte di Cina e Giappone. A tale proposito, ci sembra opportuno segnalare come un rally delle azioni riduca la domanda di metallo giallo come bene di rifugio, mentre un dollaro forte rende il prezioso più costoso per i detentori di altre valute.
Posted by bordingr at 11 Sep, 2015 11:08 AM Categoria: Notizie oro
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