Rame giù dopo l’impennata di ieri, preoccupa di nuovo la domanda cinese
Materie prime & Futures25.11.2015 09:14
Il rame scende dopo l’impennata del 2% di ieriIl rame scende dopo l’impennata del 2% di ieri

Investing.com - Il prezzo del rame scende questo mercoledì, i traders hanno bloccato i profitti dopo l’impennata della seduta precedente seguita all’indebolimento del dollaro.

Sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange, il rame con consegna a marzo scende di 0,6 centesimi, o dello 0,28%, a 2,063 dollari la libbra negli scambi della mattinata londinese. Ieri, il prezzo è schizzato di 4,7 centesimi, o del 2,35%.

Intanto, i futures del rame scambiati sul London Metal Exchange scendono dello 0,84% a 4.582,25 dollari la tonnellata metrica. Ieri, il prezzo ha subito un’impennata del 2,57%.

Nonostante l’impennata di ieri, il prezzo del metallo rosso resta vicino al minimo di sei anni segnato all’inizio della settimana, a causa della possibilità di un aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti e dell’indebolimento della crescita economica globale, soprattutto in Cina.

Il prezzo del rame è crollato di quasi il 10% finora questo mese a causa dei timori per un indebolimento economico globale scatenato dalla Cina e del rafforzamento del biglietto verde che pesa sulle materie prime.

Intanto, l’oro continua a salire questo mercoledì, dal momento che le crescenti tensioni geopolitiche tra la Russia e la Turchia, paese membro della NATO, supportano la domanda del metallo prezioso come investimento rifugio.

Aerei da combattimento turchi ieri hanno abbattuto un velivolo russo vicino al confine siriano per aver violato lo spazio aereo turco. Il ministro della difesa russo ha reso noto che l’aereo abbattuto non avrebbe violato lo spazio aereo della Turchia.

In vista del Giorno del Ringraziamento, celebrato domani, nel corso della seduta sono attesi molti dati statunitensi, tra cui le nuove richieste di sussidio di disoccupazionegli ordinativi di beni durevolile spese procapite e le vendite di case nuove.

Dai dati di ieri è emerso che l’economia USA è cresciuta più del previsto nel terzo trimestre, facendo sperare in un aumento dei tassi il mese prossimo.

I futures dell’oro sono crollati di circa il 5% a novembre tra le speculazioni che la Federal Reserve possa alzare i tassi per la prima volta in quasi un decennio in occasione del vertice in agenda il 15 e 16 dicembre.

Le aspettative di un aumento anticipato dei tassi di interesse pesano sull’oro, poiché il metallo prezioso non riesce a tenere il passo con gli investimenti ad alto rendimento quando i tassi sono alti.

Il dollaro si stacca dal massimo di otto mesi contro il paniere di sei principali valute, dal momento che gli investitori hanno bloccato i guadagni dopo la recente impennata del biglietto verde, in vista della festa del Giorno del Ringraziamento che si celebrerà domani.

I mercati statunitensi resteranno chiusi domani per il Giorno del Ringraziamento e per mezza giornata di venerdì.




Posted by bordingr at 25 Nov, 2015 9:30 AM Categoria: Notizie oro
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