Il prezzo dell’oro si riavvicina al massimo di 13 mesi
Materie prime & Futures08.03.2016 15:39
© Reuters.  Oro vicino al massimo di 13 mesi, ridotte le speranze di un aumento dei tassi da parte della Fed© Reuters. Oro vicino al massimo di 13 mesi, ridotte le speranze di un aumento dei tassi da parte della Fed

Investing.com - I futures dell’oro si riavvicinano al massimo di oltre un anno negli scambi statunitensi di questo martedì, supportati dalle aspettative che la Federal Reserve non alzi i tassi di interesse in occasione del vertice di politica monetaria della prossima settimana.

Ieri, il Governatore della Federal Reserve Lael Brainard ha ridimensionato le aspettative di un aumento dei tassi a breve termine, dichiarando che sebbene i mercati finanziari globali si siano stabilizzati nelle ultime settimane, l’indebolimento della crescita in Cina ed il calo della domanda mondiale costituiscono ancora una minaccia per l’economia.

È previsto un solo aumento dei tassi di interesse USA per quest’anno ed è poco probabile che avvenga a marzo.

Sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange, l’oro con consegna ad aprile sale di 9,40 dollari, o dello 0,74% a 1.273,40 dollari l’oncia troy alle 14:35 GMT, o alle 9:35 ET, dopo essere salito al massimo intraday di 1.279,00 dollari.

Venerdì, l’oro è schizzato a 1.280,70 dollari, il massimo dal 3 febbraio 2015, mentre si riducono le aspettative sulla tempistica di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve dopo i dati sull’occupazione USA che hanno mostrato un aumento dei nuovi posti di lavoro ma un calo degli stipendi.

L’Indice del Dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,15% a 96,98 negli scambi della mattinata statunitense, il minimo dal 22 febbraio.

Un dollaro debole in genere favorisce l’oro, poiché aumenta l’appeal del metallo prezioso come investimento alternativo e rende le materie prime espresse in dollari più economiche per i titolari di altre valute.

Il prezzo del metallo giallo è schizzato di quasi il 18% finora quest’anno poiché gli investitori scelgono gli investimenti rifugio per via dell’instabilità sugli altri mercati finanziari.

Sempre sul Comex, i futures dell’argento con consegna a marzo scendono di 1,8 centesimi, o dello 0,12%, a 15,60 dollari l’oncia troy negli scambi odierni.

Intanto, i futures del rame crollano di 4,5 centesimi, o dell’1,95%, a 2,239 dollari la libbra, dopogli ultimi dati commerciali cinesi che hanno alimentato i timori per lo stato di salute della seconda economia mondiale.

Le esportazioni cinesi sono crollate del 25,4% rispetto all’anno precedente a febbraio, molto più del calo del 12,5% previsto ed il crollo mensile maggiore dal maggio del 2009, mentre le importazioni hanno segnato un crollo del 13,8%, rispetto al 10,0% previsto.

Di conseguenza, il surplus è risultato pari a 32,6 miliardi di dollari il mese scorso, in calo dai 63,3 miliardi di gennaio.

I dati deludenti indicano che l’economia sta gradualmente rallentando e che Pechino dovrà introdurre nuove misure a sostegno della crescita nei prossimi mesi.

La nazione asiatica, col 45% della richiesta globale di rame, è il principale consumatore mondiale del metallo rosso.



Posted by bordingr at 09 Mar, 2016 8:16 AM Categoria: Notizie oro
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