Oro confinato in una gamma di oscillazione ristretta
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By Analista FX Empire - Barry Norman


Venerdì, dopo che i membri della Federal Reserve si sono espressi per la maggior parte a favore di un innalzamento ravvicinato dei tassi di interesse, il biglietto verde si è mosso in netto rialzo. Il metallo prezioso ha chiuso la settimana a 1331,65 e dovrebbe rimbalzare verso quota 1350, senza salire oltre. Con gli ultimi discorsi degli esponenti della Fed, attesi per lunedì, in vista del “silenzio stampa”, l'oro dovrebbe sperimentare una certa volatilità. Anche l'argento accusa il colpo e cede 565 punti nella giornata di venerdì per scivolare a 19,113. Lunedì mattina l’oro cede leggermente terreno nel corso della sessione asiatica ma molto probabilmente recupererà le perdite all'apertura dei mercati europei. Il metallo giallo si attesta in questo momento a 1331,00.

Il presidente della Federal Reserve di Boston, Eric Rosengren, il quale negli ultimi mesi ha cambiato orientamento a favore di una stretta monetaria, ha avvisato venerdì che un'attesa troppo prolungata esporrebbe l'economia al rischio di un surriscaldamento eccessivo. Membro votante del Comitato Federale per il Libero Mercato (FOMC), Rosengren ha per anni promosso la lotta alla disoccupazione attraverso dei bassi tassi. Nel discorso di venerdì ha dichiarato che "la mancata continuazione del percorso di graduale rimozione delle misure di politica espansiva potrebbero accorciare, piuttosto che allungare, la durata della ripresa".

Il presidente della Federal Reserve di Atlanta Dennis Lockhart terrà invece un discorso su politica monetaria e previsioni economiche prima della 58ª riunione annuale della Nazional Association for Business Aconomics. Sarà l'ultimo discorso in vista della riunione del FOMC che avrà inizio il 20 settembre.

Si torna quindi a puntare su un innalzamento di tassi come avveniva la scorsa settimana. L’importanza di ciò è data dal fatto che ultimamente il prezzo dell'oro si muove in direzione inversa rispetto alle aspettative per un innalzamento dei tassi. Quando si prevede un aumento dei tassi, allora i trader andranno alla ricerca di altri beni di investimento che producono rendimenti. Quando si prevede che i tassi rimarranno bassi, l’oro appare più appetibile perché non produce interessi.

Le recenti dichiarazioni da parte dei funzionari della Fed e continuano suggerire che la banca centrale effettuerà un innalzamento nel corso dell'anno e in settimana i trader cercheranno una conferma nelle dichiarazioni del presidente della Fed di Atlanta Dennis Lockhart, in quello di Minneapolis Neel Kashkari e nel governatore della Fed Lael Brainard. Allo stato attuale, i future sui Fed Fund mettono in luce forti aspettative per un aumento di tassi di interesse, con una probabilità del 30% scontata sul prezzo dei fund. Il quadro complessivo rimane comunque invariato, con un innalzamento dei tassi nel mese di dicembre scontato con una probabilità superiore al 50%. Qualora l’ondata di retorica della Banca centrale non dovesse spostare l'ago della bilancia rispetto alle aspettative sul comportamento della Fed, il pullback dell’oro potrebbe avere vita breve.

L’oro continua a muoversi all'interno della formazione modificata della linea mediana discendente, con il prezzo che si è stabilizzato poco sopra la chiusura minima giornaliera del mese di luglio, a 1330. Il livello di supporto successivo rimane il prezzo minimo di chiusura mensile a 1323 e il prezzo di apertura mensile a 1308.

Secondo i dati raccolti da Bloomberg, i movimenti di prezzo in giornata indicano una percentuale del 30% per una stretta monetaria nel mese in corso. La probabilità di una decisione entro la fine dell'anno sono al 60%. I calcoli assumono che in seguito al prossimo innalzamento da parte della Banca centrale, il tasso effettivo di Fed Fund si aggirerà attorno a zero 625%.
Posted by bordingr at 12 Sep, 2016 2:04 PM Categoria: Notizie oro
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