Oro in salita, non si prevede un intervento della Fed
© Reuters.  L’oro sale, non ci si aspetta un intervento da parte della Fed© Reuters. L’oro sale, non ci si aspetta un intervento da parte della Fed
Materie prime & Futures47 minuti fa

Investing.com - Il prezzo dell’oro sale negli scambi della seduta europea di questo lunedì, staccandosi dal minimo di oltre due settimane con gli investitori che si preparano all’attesissimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve in agenda questa settimana.

L’oro con consegna a dicembre sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange sale di 9,85 dollari, o dello 0,75%, a 1,320,05 dollari l’oncia troy alle 3:59 ET (07:59 GMT). Venerdì, il prezzo è crollato a 1,309,20 dollari, il minimo dall’1 settembre.

La Federal Reserve non dovrebbe intervenire sui tassi di interesse mercoledì a conclusione dei due giorni di vertice sulla politica monetaria, alle 14:00 ET (18:00 GMT). La banca centrale rilascerà le ultime previsioni sulla crescita economica ed i tassi di interesse.

La Presidente della Fed Janet Yellen terrà l’attesissima conferenza stampa 30 minuti dopo la pubblicazione della dichiarazione della Fed, conferenza che sarà seguita con particolare attenzione dagli investitori per avere indicazioni sull’economia o sui futuri aumenti dei tassi.

Le speculazioni sulla tempistica del prossimo aumento dei tassi della Fed sono state sotto i riflettori questo mese in seguito ai commenti contrastanti rilasciati dai funzionari della Fed nelle ultime settimane.

I mercati prevedono una probabilità del 15% di un aumento dei tassi questa settimana, secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com. Le possibilità di un aumento dei tassi a dicembre sono invece pari al 54%.

Il metallo prezioso risente dell’andamento dei tassi USA poiché l’aumento del dollaro fa salire il costo degli investimento senza rendimento come i lingotti. Un aumento graduale dei tassi di interesse avrebbe ripercussioni minori sul prezzo dell’oro rispetto ad una serie di aumenti.

L’Indice del Dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 95,85 questa mattina, in calo dello 0,2%.

Un dollaro debole di solito favorisce l’oro, poiché ne aumenta l’appeal come investimento alternativo e rende le materie prime valutate in dollari più economiche per i titolari di altre valute.

I mercati attendono inoltre l’esito del vertice di politica monetaria della Banca del Giappone, in agenda anch’esso il 20 e 21 settembre.

Intanto, sul Comex, i futures dell’argento con consegna a dicembre schizzano di 33,1 centesimi, o dell’1,75%, a 19,18 dollari l’oncia troy negli scambi della mattinata londinese, mentre i futures del rame sono in calo di 0,8 centesimi, o dello 0,37%, a 2,152 dollari la libbra.

Posted by bordingr at 19 Sep, 2016 10:46 AM Categoria: Notizie oro
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