PIERPAOLO MOLINENGO, PUBBLICATO: 
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Alessandro Allegri, Amministratore Delegato di Ambrosetti Asset Management Sim, spiega che anche quest’anno i mercati finanziari hanno beneficiato della pausa estiva. Nel corso del mese di agosto sono state infatti limitate le oscillazioni, con volatilità in controllo e pochi temi, in generale, hanno influenzato i mercati. Gli equilibri definiti nella prima parte dell’anno sono rimasti inalterati ed il sistema finanziario continua a mostrare una certa solidità solo in parte scalfita, di quando in quando, da qualche tensione geopolitica. Complessivamente le ultime settimane hanno consegnato delle parziali flessioni, rapidamente recuperate, sul fronte azionario dove i mercati sviluppati, in particolare dell’area Euro, hanno subito i principali flussi in vendita (-0.05% S&P500. -0.07% Topix e -0.91% Eurostoxx50). L’indice americano è in fase di assestamento da alcune settimane mentre le borse dell’area euro, dopo l’interessante fase di sovraperformance, hanno nettamente rallentato il ritmo di crescita.

Mantengono nel mese invece una impostazione positiva gli indici emergenti (+2.01%) trainati dai recuperi di forza in particolare di Brasile e Russia. Male il comparto Energy ed i finanziari, salgono invece Utilities, Technology e Materie di base. Il quesito sugli azionari è ora legato proprio al recente rallentamento: pausa necessaria e propedeutica alla ripresa del rialzo o prima indicazione di un mercato alla vigilia di una importante correzione? In tal senso il contesto macroeconomico di riferimento non è variato di una virgola ed i presupposti in essere restano validi tuttora.  Nessuno discute il ruolo di sostegno delle Banche Centrali che garantiscono una elevata liquidità da investire oltre al costante supporto per la crescita economica reale, tuttavia, questo atteggiamento è destinato a mutare nei prossimi trimestri ed è ad oggi, questa l’incertezza maggiore che pesa su una continuazione ad oltranza della crescita dei mercati.

Per l’inizio di settembre la situazione dei mercati azionari risulta dunque più incerta rispetto a quello che potrebbe sembrare guardando alle dinamiche cicliche ed alla bassa volatilità che caratterizza da mesi i principali indici.

Proprio nel breve termine si concentrano i rischi di assistere a temporanee flessioni che, tuttavia, non misuriamo al momento in grado di alterare le condizioni positive di fondo e che, dunque, possono essere valutate come interessante opportunità di riposizionamento a favore dei mercati.

Per le obbligazioni è stato un mese di transizione che segue un periodo caratterizzato da assenza di novità sul lato delle politiche monetarie - spiega Alessandro Allegri -. In generale i risultati sono stati positivi un po’ su tutti i fronti, con i temi governativi che fanno meglio rispetto a Corporate ed High Yield. Gli attuali equilibri dovrebbero essere preponderanti anche nelle settimane a venire con attese di stabilità da inquadrare in un contesto strategico invece più delicato ed aperto alla graduale ripresa delle tensioni rialziste sui tassi di interesse. Oggi è certamente il contesto valutario quello più attivo. Occhi puntati soprattutto sull’Euro che resta molto sostenuto nei confronti delle principali divise. I tentativi di ulteriore apprezzamento, in particolare verso Dollaro e Sterlina, stanno incontrando le prime difficoltà e gli spazi di ulteriore rialzo si prospettano limitati per i mesi a venire. Abbastanza articolata anche la situazione sulle materie prime con il Petrolio in fase di stabilizzazione da parecchie settimane mentre sull’Oro sono tornati i flussi in acquisto con quotazioni che invertono il clima di debolezza degli scorsi mesi aprendo scenari di ulteriore salita soprattutto in caso di nuove tensioni geopolitiche a livello internazionale.