• Gli afflussi verso oro e argento sono stati preponderanti in una settimana di volatilità politica.
  • Il rincaro del petrolio è seguito da prese di profitto.
  • A fronte dell’intensificarsi della volatilità, gli investitori hanno venduto in apparenza panieri diversificati di materie prime.

Il rally dei prezzi di oro e argento ha stuzzicato l’interesse degli investitori per gli ETP su metalli preziosi. Un rincaro del 2,8% dell’oro e dello 0,3% dell’argento la scorsa settimana ha sostenuto gli investimenti negli ETP su metalli preziosi. L’argento ha beneficiato di una seconda settimana consecutiva di afflussi per 8,3 milioni di USD. Gli investimenti nell’oro, dell’ammontare di 22,5 milioni di USD, hanno compensato la maggior parte dei deflussi della settimana precedente. “I prezzi dell’oro hanno cominciato a salire a metà settimana, quando il Federal Open Market Committee (FOMC) della Federal Reserve ha pubblicato l’ultimo policy statement con le relative proiezioni. Il mercato ha dato un’interpretazione accomodante della posizione della Fed, poiché la previsione mediana relativa al valore di fine anno dei tassi era rimasta invariata. Il giorno della pubblicazione del policy statement il paniere dell’USD ha ceduto lo 0,65%, dando impulso ai prezzi dei metalli preziosi. Riteniamo tuttavia che il mercato abbia generalmente sorvolato sul fatto che la dispersione dei punti nel “dot plot” (la mappa delle previsioni dei membri del FOMC in merito al livello dei tassi a fine anno) sia aumentata notevolmente dal dicembre 2017, dato che un ugual numero di partecipanti si aspetta quest’anno tre e quattro rialzi dei tassi nel 2018. Basterà probabilmente un minimo cambiamento per indurre un maggior numero di membri del FOMC ad attendersi tassi più elevati. Il rally dell’oro si è intensificato verso la fine della settimana, quando la sua qualità di bene rifugio è balzata in primo piano a causa dei timori di un’escalation della guerra commerciale. Giovedì l’amministrazione Trump ha annunciato l’intenzione di introdurre dazi sulle importazioni dalla Cina.

I dettagli sono ancora imprecisi, ma Washington dovrebbe fornire ulteriori informazioni nei prossimi 15 giorni. Fino a 60 miliardi di USD di beni cinesi potrebbero essere colpiti da un dazio del 25%. La risposta cinese è stata finora contenuta; il Ministero del Commercio si è limitato ad annunciare un dazio reciproco su 128 prodotti statunitensi per un valore di 3 miliardi di USD. Tuttavia, ciò non preclude ulteriori interventi. Il mercato teme che la situazione potrebbe degenerare in una guerra commerciale vera e propria. Sempre giovedì l’ex ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite John Bolton è entrato nell’amministrazione Trump, sostituendo H.R. McMaster nel ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale. Bolton è considerato un falco in politica estera, per via del suo atteggiamento intransigente nei confronti di Iran e Corea del Nord; ad esempio, è convinto che l’attuale accordo nucleare con Teheran sia inammissibile. La presenza di un tale falco nel ruolo di consulente del Presidente sembra aver innalzato il premio al rischio geopolitico insito nel prezzo dell’oro”, ha affermato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securities.

La volatilità geopolitica ha causato deflussi per 65 milioni di USD dai panieri diversificati di commodity, in quanto gli investitori hanno ridotto l’esposizione al rischio ed effettuato prese di beneficio sui guadagni precedenti. Questo deflusso, il più elevato dal giugno 2017, ha annullato tutti gli investimenti delle due settimane precedenti. “Tuttavia, alcuni investitori hanno visto nel crollo dei prezzi degli attivi ciclici della scorsa settimana un’opportunità di acquisto. Ad esempio, gli ETP sul rame hanno ricevuto investimenti per 10,6 milioni di USD a fronte di una flessione del 3,7% del prezzo del metallo rosso. Si è trattato dell’afflusso più cospicuo delle ultime sette settimane”, ha osservato Siano.

I prezzi del petrolio hanno guadagnato il 5,5%, spingendo gli investitori a realizzare plusvalenze dagli ETP sul greggio. “Una riduzione inattesa delle scorte ha infiammato i prezzi dell’oro nero a metà settimana, e poi l’insediamento di un falco anti-Iran nell’amministrazione Trump ha provocato un significativo rincaro del greggio in quanto un premio al rischio geopolitico è stato incorporato nelle quotazioni. Gli investitori in ETP hanno continuato a incamerare profitti, con prelievi per 90,4 milioni di USD, che hanno generato il maggior deflusso dal novembre 2017. Al contempo si sono registrati 5,2 milioni di USD di afflussi negli ETP short sul greggio, i più elevati dal dicembre 2017”, ha rilevato Siano.