Ubp, l'oro continuerà a salire. Il target dei 3 mila dollari è realistico

Ubp, l'oro continuerà a salire. Il target dei 3 mila dollari è realistico


di Paola Valentini 27/05/2020 14:21

Secondo la società di gestione la corsa del metallo giallo, passato da 1.520 dollari di inizio anno a oltre 1.760 dollari, proseguirà fino a 2.100 dollari per fine anno, ipotizzando un incremento maggiore se le banche centrali saranno ancora più espansive

I prezzi dell'oro hanno registrato un notevole rimbalzo negli ultimi due mesi, passando dai minimi di circa 1.520 dollari l'oncia di inizio ai massimi di quasi 1.765 dollari della scorsa settimana, per via della ricerca di porti sicuri da parte degli investitori spaventati di fronte all'emergenza sanitaria del coronavirus. C'è stato per la verità un calo temporaneo a metà marzo causato dai fondi, che vendevano oro per fornire un margine di copertura alle posizioni azionarie in difficoltà di fronte ai crolli dei listini. "Un'analoga azione sui prezzi si verificò durante la crisi finanziaria del 2008-2009, nonostante l'allentamento della politica monetaria da parte delle banche centrali", ricorda Peter Kinsella, global head del forex strategy di Union Bancaire Privée (Ubp). Poi questa fase di debolezza è stata superata e l'oro è tornato a salire e nei giorni scorsi ha rivisto i massimi degli ultimi sette anni.

"Il rally innescato dal metallo giallo riflette una serie di fattori. In primo luogo, il posizionamento è molto più pulito. All'inizio del 2020, gli investitori hanno mantenuto una posizione a leva incredibilmente lunga. Il calo di marzo ha portato a un azzeramento del posizionamento lungo, il che significa che guadagni ulteriori erano più facili. In secondo luogo, le banche centrali hanno continuato ad allentare la politica monetaria. La Fed ha dichiarato che avrebbe acquistato obbligazioni societarie e fallen angel, le obbligazioni corporate che hanno recentemente perso lo status di investment grade", aggiunge Kinsella.

Si è trattato di una mossa senza precedenti, che ha offerto un supporto di base ai mercati. "La Bce intanto ha ridotto i tassi sul Tltro. Ora addebiterà alle banche un tasso di interesse negativo del -1% per i prestiti triennali. Questo è un passo altamente innovativo che potrebbe portare ad ulteriori misure nei prossimi mesi. Si tratta di un contesto costruttivo per i prezzi dell'oro e i mercati sembrano essere d'accordo", osserva l'esperto della società di gestione.

Solo nelle ultime sedute, grazie alla progressiva riapertura delle economie e al superamento della fase più critica dell'epidemia in molte aree del mondo, l'oro è sceso sotto i 1.700 dollari e al momento quota 1.697 dollari l'oncia. Ma, secondo Ubp, si tratta soltanto di una fase di ritracciamento temporaneo perché per via della repressione finanziaria (controllo della curva dei rendimenti), i tassi resteranno bassi a lungo favorendo il metallo giallo.

"Se gli Stati Uniti e il Regno Unito si orienteranno verso tassi negativi, a nostro avviso l'interesse degli investitori retail per il metallo giallo aumenterà in modo sostanziale. Ciò spingerà il prezzo dell'oro a livelli più alti", prevede Kinsella, "crediamo che il metallo giallo offra un'ottima protezione per i portafogli. Se le banche centrali si muovono verso una lenta, ma implicita, forma di monetizzazione del debito, questo porterà a un costante aumento delle quotazioni. E, se le banche centrali saranno costrette a ricorrere all’helicopter money, ciò si tradurrà in incrementi enormi. Non è impossibile prevedere una situazione in cui prezzi si muovano lungo una parabola fino a livelli di circa 3 mila dollari l'oncia".

Come minimo, Ubp ritiene che il rapporto tra l'oro e la crescita della base monetaria negli Stati Uniti "spingerà i prezzi a livelli di almeno 2.100 dollari entro la fine del 2021, con rischi saldamente al rialzo in questo scenario", conclude Kinsella. (riproduzione riservata)

Posted by bordingr at 28 May, 2020 8:13 AM Categoria: Notizie oro
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